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Fondi europei, la spesa al Sud va a rilento

La macchina dei fondi europei è inceppata. Parola dell’Huffingtonpost, che in un articolo pubblicato in questi giorni fa il punto sulla capacità di spesa del Sud Italia, ma anche sull’Agenzia per la Coesione territoriale che li gestisce. Certo non è una novità, ma messi in fila, i dati riportati da Giuseppe Colombo fanno riflettere. “A luglio 2016 è stato speso solo il 2,16% dei fondi strutturali previsti per il periodo 2014-2020 – si legge nell’articolo -, che ammontano a un totale di 64 miliardi di euro. Considerando che a luglio si è esaurito già il 40% dei 7 anni a disposizione per la spesa, il forte ritardo è evidente. Un affresco infelice, che si inserisce nella cornice di un quadro che vede il Sud fanalino di coda in molti settori”. Eppure i fondi ci sono. Dei 64 miliardi di euro di fondi strutturali per il periodo 2014-2020, al Sud vanno 42 miliardi. Circa 6 miliardi l’anno. “Una cifra che è pari al 2,3% della somma del Pil delle cinque Regioni del Sud messe insieme – spiega . Ciò equivale a dire che se i fondi strutturali potessero essere distribuiti in maniera automatica, senza alcuna intermediazione, all’inizio di ogni anno direttamente a ogni cittadino del Sud, avremmo un aumento del Pil di quelle Regioni superiore al 2% all’anno. Ed invece ad occuparsi della spesa c’è una Pubblica amministrazione pagata per aggiungere valore e non per sottrarlo: il risultato finale è che, invece, il Sud sta crescendo (0,4%) quattro volte di meno rispetto ad un’ipotesi di distribuzione automatica. In altre parole, l’intermediazione della Pubblica amministrazione, che pure costa, riesce a farci perdere un punto e mezzo di Pil all’anno”. Continua a leggere sull’Huffingtonpost.it