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Cervelli in fuga, nuove scuse dal ministro Poletti

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, torna a chiedere scusa per le sue dichiarazioni del 19 dicembre scorso in merito alla fuga di cervelli dal nostro Paese. Lo ha fatto ieri con un’informativa al Senato (qui il testo integrale) in cui ha riconosciuto l'”inciso sbagliato” che ha prodotto una “comprensibile e giustificata polemica politica”. Alla stampa che chiedeva “una valutazione sul fenomeno della fuga dei cervelli”, ha spiegato Poletti, “ho risposto in modo sbagliato a questa domanda, contrapponendo lo sforzo e l’impegno di questi ragazzi che restano in Italia a quelli dei loro coetanei che scelgono un altro Paese per costruire il loro futuro”. In realtà il ministro aveva già corretto il tiro pubblicando un videomessaggio suo profilo Facebook proprio nei giorni in cui su internet dilagava la polemica. Scuse che non sono bastate, in quei giorni, a smorzare i toni politici, ma anche sui social network.

Tuttavia, ieri il ministro ha ribadito la sua posizione. “Ho sostenuto che non è giusto affermare che quelli che lasciano il nostro Paese sono i migliori e che, di conseguenza, quelli che restano hanno meno competenze e qualità degli altri – ha detto il ministro -. Ho aggiunto a questa opinione, che considero legittima e non offensiva, un inciso sbagliato e tale da ingenerare la convinzione di una mia insensibilità nei confronti di quei ragazzi che cercano una prospettiva lontano dall’Italia. Constatato il mio errore, ho considerato mio dovere scusarmi subito per quella espressione, anche perché molto lontana dal mio pensiero, dalla mia storia personale e dal mio modo di agire”. Cervelli in fuga dalla Capitanata, che ne dite… basteranno queste scuse?